L'INIZIO

1

L’INIZIO

Il fiore rosso brillante del Criglio incominciava a sbocciare e la stagione stava cambiando,  il cielo era più aperto, le nuvole correvano veloce lasciando splendere il sole che rifletteva sopra le finestre delle case di Boqur, una città antica rimessa a nuovo poiché gli abitanti ma soprattutto i natii non volevano abbandonarla quando era incominciato un periodo di diverse difficoltà, i soldi nelle casse dei commercianti scarseggiavano i servizi non venivano resi con la stessa diligenza di una volta ed era stato un effetto domino a far crollare ogni cosa offriva quel meraviglioso posto nato sulla costa dell’oceano. Dopo sei anni di totale autodistruzione il conte avevo deciso di rimettere in piedi quella città. Era stato fatto insediare una persona dalle grandi ricchezze e capacità commerciali che veniva chiamato Lord, i servizi erano stati rimessi in funzione con sanzioni per chi non li svolgeva accuratamente e piano piano la città era riemersa dal baratro, si erano istaurate  per fino attività commerciali con le altre cinque città della nazione.  Molte persone avevano iniziato a trasferirsi in quel posto erano nate cosi anche nuove imprese edili e molte case e quartieri vennero costruiti.  Erano state create cinque casate di discendenza della città partivano dalla piu nobile ad arrivare ai bassifondi ma questi non rientravano nelle categorie.  Vennero costruite pure tre accademie oltre alle classiche scuole di istruzione di ogni città, l’accademia medica, l’accademia alchemica e l’accademia storica. Nell’ultima vi si iscrivevano però solo i grandi appassionati di storia e chi riusciva a finire i cinque anni di studio poteva avere successo in qualità di un posto di molto rispetto e saggezza per la città.                                                                                         L’opera di maggior successo di Zack Hasher era il “Raccolto d’oro” che spiegava il legame tra i suoi compagni, un esodo della antica storia della casata Shinra: cantici, drammi, commedie, opere di teatro, un illustre scrittore di gran talento.                                                                                         Mentre scendeva le scale con un libro in mano immerso nel megamondo di Hasher, Devius quasi inciampava in un  gradino, un ragazzo di giovane età con un fisico mingherlino, quasi scheletrico, le gambe piu lunghe del busto, il viso a forma triangolare con i lineamenti appuntiti, i capelli neri, corti tirati all’indietro tutti all’insù.                                                                                               Una figura immersa nell’ombra si scagliava davanti il Buquriano  con fare quasi minaccioso:             <<L’esame inizia tra mezz’ora, sei in ritardo>> una voce grave uscii da quella figura tetra facendo sobbalzare Devius dallo spavento.                                                                                                    <<Mi stavo infatti preparando … papà>>                                                                                  L’uomo si spostò sotto la luce del caldo mattino che filtrava dalla finestra, un imponente figura maschile di mezza età, anche lui con il viso tutto angolato, una barba grigia molto folta gli scendeva dal mento, capelli lunghi arrivavano fino al fondo della schiena. Mentre si preparava con la mente Devius ripassava tutto ciò che doveva sapere per l’esame e quando fù pronto si uni al padre e uscirono da quella che doveva essere la loro casa.                                                                      L’ondata di gelo della settimana precedente era passata e il sole brillava allegramente sopra il giardino polveroso dell’accademia mentre di gran fretta Devius in compagnia del padre  lo attraversava, facendo luccicare le tuniche bianche. Il cappuccio del mantello era tirato in su per impedire il fastidio del vento che ancora tormentava da est. <<Va!, sarai l’ultimo ma non ancora in ritardo>>. Con una pacca sulla spalla l’imponente uomo lasciò andare a grandi passi incalzanti il giovane. L’accademia alchemica era struttura imponente quattro edifici erano disposti in maniera rettangolare collegati da alti muri di pietra al centro di essi posto nell’interno sorgeva il grande monumento Shito Padre della casata Shinra, raffigurava un uomo in piedi, retto, un aria sicura e nobile gli conferivano le incisioni alla base “Qui raffigurato Shado Wooh mente creatrice delle formule e della accademia degli alchimisti”  Devius aveva letto quella targhetta almeno un centinaio di volte. I muri sia interni che esterni erano di un colore bianco lucido con ornamenti d’orati appena sotto il soffitto e sopra il pavimento.                                                                                Mentre correva tra i corridoi  passando davanti ad un’infinità di aule, studenti e professori lo guardavano sdegnati o questo era il modo che percepiva Devius. Con una frenata slittata dalla suola liscia dei calzari arrivò davanti alla sua aula, tutti la dentro lo fissavano, tre professori erano contro il muro di destra, davanti loro un tavolo con fiale, cilindri, brocche di liquidi e strani oggetti. Con la faccia rivolta verso gli studenti aspettavano in un totale silenzio l’inizio dell’ora d’esame.   Devius prese posto insieme ai compagni sul lato sinistro della stanza, davanti a ogni studente in piedi si trovava un leggio e una penna.                                                                                                            Il professore Ashi, un uomo di una virilità unica, calvo, fisico sportivo, alto, una barba appena accennata gli scorreva dalle basette e allargandosi sulle guancie finiva a mescolarsi con il pizzetto al mento, passava tra gli studenti appoggiando su ogni leggio un libro. Quando ebbe finito torno al suo posto e si fece avanti invece una donna molto anziana:                                                          <<Quella è Guwura!>> esclamò dando una gomitata a Devius il suo vicino. <<Si dice tra le accademie che sia una strega>> fece in tono quasi preoccupato.                                                    <<Ssht! Finiscila Ulgahar o ci farai finire l’esame prima del previsto>>                                             Questa volta fu l’altro uomo a parlare, allargò le braccia e disse: <<Bene! Giovani alchimisti, iniziamo!>>.


Commenti
userimage