Capitolo primo

   Il cielo è tutt'altro che sereno.
Le pennellate di colore variano dal grigio cupo al bianco lucente, il tutto soffocato  da una coperta di nubi semitrasparenti che rendono il complesso una miscela di colori indistinguibili. Le prime gocce di quello che sarà un temporale iniziano a scendere. I lampi brillano, il suono ovattato dei tuoni si espande ed il vento corre.
Piove, piove tanto.
Il rumore della pioggia mi trasmette serenità.
Adrenalina pura.
Non è la stessa sensazione della pioggia al mattino.
Quella non puoi assaporarla, annusarla.
Al mattino è pura cattiveria.
Allungo il braccio fuori dalla finestra per catturare qualche goccia.
Cacchio se sei gelida!
Ho la mano congelata, eppure questa sensazione di freschezza e dolore non mi dispiace; riesco a sentire lo scricchiolio delle articolazioni.
Chiudo la finestra, mi asciugo le mani e mi metto a letto.
Ho un messaggio in chat.
Chi è questo? Faccia nuova.
Il suo profilo non è affatto scarno, anzi, ha molte informazioni.
Uh, è appena tornato da un viaggio in Malesia, 24 anni, fa equitazione, cattolico praticante, aperitivo con gli amici, macchina nuova, disoccupato.
N'altro figlio di papà.
Quanto devo lavorare per acquistare uno smartphone? Tre giorni? Quattro?
"Ciao, bella"
Hai perso punti solamente chiamandomi "bella", baby.
Chiudo la chat.
Ho un altro messaggio.
"Tesoro, domani ti va?"
Piove, sono sotto le coperte, il notiziario raccomanda di rimanere al coperto...perché non andare a casa di qualcun'altro?

"Cosa c'è che non va?"
"Nulla, solo che a me tutto questo non basta"
"Cosa non ti basta? Abbiamo fatto sesso per due ore e mi hai fermato tu"
"Non riguarda il sesso"
"E cosa allora? Parlami. Io sono qui anche per questo"
"Ecco, vedi, io e te andiamo d'accordo"
"Sii più precisa, per favore"
"Non posso parlare di questo con te"
"Dove stai andando?"
"Vado a casa, non riesco a…"
"Vieni qui. Piove a dirotto fuori, prenderai il raffreddore. Ti accompagno io più tardi"
"Devo andare a casa"
"Smettila di fare la stupida e respira."
"Respiro, respiro sempre"
"Abbracciami"
"Facciamolo di nuovo"
"Fumati una sigaretta, bevi un bicchiere d'acqua e riposa un po', insaziabile"
"Il sublime piacere dell'ultima sigaretta. Mi dissero che non ti stancherai mai del suo fumo che ti tappa la bocca. Quel sapore di libertà è insaziabile"
"Le mie mani non ti basterranno mai. Non ti sazieranno perché sai che non finiranno"
"Tutto finisce, tutto comincia. Nulla si ferma"
"Nulla si ferma come le mie mani su di te. Carne viva che assaporo. L'aspro odore di sesso si espande ed invade i miei sensi"
"Fermati, artista."
"Vieni qui, allora, e non finire tutta l'acqua!"
"Ecco, un'altra cosa che non ti stancherà mai"
Mi toglie la bottiglia delle mani, mi scosta i capelli fino a portarmeli dietro le spalle. Li sistema dietro le orecchie. 
Il mio corpo nudo e semplice fa contrasto con il caos dello sfondo.
Mi chiude gli occhi con la mano.
Mi bacia la fronte.
L'orecchio.
Il collo.
Le spalle.
Mi prende il viso tre le mani e lo avvicina al suo.
La sua lingua frizzante incontra la mia.
Una danza intensa, impavida.
Schiocchi, risucchi, gemiti.
Mi morde il labbro inferiore.
Le sue mani scorrono sul mio petto scarno.
Mi afferra il seno.
Continua a baciarmi e l'estasi mi confonde.
Mi graffia la schiena ed i miei gemiti lo eccitano.
Mi prende in braccio dalle natiche ed io gli circondo il bacino con le mie gambe.
Mi sbatte al muro.
Baci, saliva, sudore, carezze.
Ho le cosce arrossate per la forte presa delle sue mani.
Mi piace.
Mi stringe a sé e si siede sul letto.
Lo spingo con forza per farlo sdraiare.
Gli bacio il collo.
Il petto.
La mia lingua scorre dal suo capezzolo, all'ombelico, all'inguine.
Lui respira veloce.
Si aggrappa alle coperte.
Farfuglia parole.
Lecco l'interno coscia.
L'inguine.
Il suo pene.
Tengo i miei capelli dietro le spalle e lui ne afferra la coda.
La lingua veloce, corposa.
Sapore, saliva.
Mi tira la coda, mi spinge la testa.
Trattiene il respiro.
Sono a corto di fiato.
Mi sposta la testa e appoggia la sua mano sulla mia.
La mia afferra il suo pene.
"Non ti fermare. Continua"
Veloce, gemiti, sussurri.
"Fermati, vieni qui"
Mi metto sopra di lui.
Mi dà uno schiaffo sulle natiche.
Mano ferma.
Gemito.
"Distruggimi, insaziabile"
Spinge il suo pene dentro di me.
Schiaffo.
Ho il fuoco sulle natiche.
Ho il fuoco dentro.
Inizio a muovermi come meglio credo.
Schiaffo, gemito, veloce.
"Più veloce, muoviti più veloce"
Mi muovo veloce e la luna risplende.
Ho gli occhi chiusi e i gemiti rimbombano.
Gli graffio il petto, la pancia.
Schiaffo.
Mi sposta sul letto e si mette sopra di me.
Mi allarga le gambe, mi trascina verso di sé.
Mi bacia profondo, mi lecca il collo, il seno, la pancia.
Ho due dita dentro di me mentre la sua lingua si muove veloce.
Stringo le coperte così forte da non sentirmi le unghie.
Perdo il controllo delle mie gambe.
Respiro forte.
L'orgasmo si propaga dall'inguine all'addome.
Dall'addome alle orecchie, alle caviglie.
Non ho più voce, né vista.
Sono immobile e pesante, la mia testa pulsa appoggiata al materasso, fisso il vuoto, impotente.
Assapora la mia essenza.
Mi accarezza la pancia e si avvicina a me. Mi si sdraia accanto guardandomi negli occhi e con una mano mi accarezza il viso, le labbra, il collo.
"Ne vuoi ancora?"
Sorrido.
"Sono l'oggetto migliore del mondo, vero?"
Annuisco.
"Ecco, io non ti deluderò mai"
"Stronzate"
Mi alzo balcollante, raccolgo i miei vestiti ed inizio ad indossarli.
"Stronzate? Davvero è questo che pensi di me?"
"Sì, è questo che penso di te" 
Indosso la maglietta e mi sistemo i capelli d'avanti allo specchio. Lo fissavo attraverso il riflesso.