PARTE PRIMA - CAMILLA

Il mio nome è Camilla. Voglio raccontarvi la mia storia, una storia fatta di amore infinito e riconoscenza.

Sono nata in una casa abitata da una famiglia meravigliosa che ha accolto me e i miei cinque fratellini con gioia.

Era bello giocare in quel grande giardino sotto l’occhio vigile della nostra mamma gatta.

Si, perché io sono una gatta, una bella gatta tigrata con il pelo morbido come la seta, due grandi occhi color ambra cerchiati di nero e tanta, tanta curiosità.

Le giornate passavano in fretta, alternando momenti di gioco sfrenato con altri in cui io ed i miei fratellini ci accucciavamo insieme abbracciati e dormivamo sognando la prossima avventura.

La mamma ci sorvegliava compiaciuta, piene d’orgoglio e soddisfazione perché crescevamo sani e robusti.

Vivevamo in una famiglia formata da una coppia di coniugi senza figli che aveva da sempre preso a cuore la sorte di noi animali. Lui si chiamava Aldo ed era un uomo di corporatura robusta con i capelli bianchi e la barba. Mi ricordo che quando mi prendeva in braccio e mi avvicinava alla sua faccia, io giocherellavo con quella barba folta e lui si divertiva molto.

Lei si chiamava Laura ed era una donna di piccola statura, grassottella, con una faccia paffuta e simpatica che dal primo momento mi aveva ispirato simpatia e fiducia. Anche la mamma si fidava di lei ed a volte ci affidava alla sua sorveglianza per poter uscire dal giardino e fare una passeggiata insieme agli altri gatti della zona.

Oltre alla mia famigliola questa casa ospitava anche due simpatici cani di nome Oliver e Wolf.

Oliver era un meticcio di media taglia con una voce squillante e tanta vitalità. Wolf invece era un grosso pastore tedesco non più giovanissimo che però si divertiva a rincorrerci per giocare.

La casa era grande e luminosa con un giardino pieno di nascondigli. C’erano molti alberi, cespugli fioriti, un prato di erba soffice sul quale ci divertivamo a rotolare ed un capanno per gli attrezzi. Noi avevamo  la nostra cuccia proprio in questo capanno, al riparo dalla pioggia e dal sole troppo forte. Quando avevamo freddo ci pensava la mamma a scaldarci col calore del suo corpo e noi la ricambiavamo facendole le fusa.

Eravamo felici.

 

Io sono nata a giugno, quindi mi sono affacciata alla vita nella più bella stagione dell’anno.

Mi ricordo le giornate calde, ma con quell’arietta piacevole che mi accarezzava il pelo. Il momento più bello della giornata era il mattino perché c’era fresco e Laura ci portava la pappa che noi divoravamo in pochi istanti. Dopo mangiato la mamma ci puliva leccandoci dolcemente e poi ci allattava fino a quando ci addormentavamo sazi.