Celeste

Complici e colpevoli uno splendido panorama ed una luna magnifica, riemergono in una giovane donna pensieri ed emozioni che credava sopiti e superati. Con un pizzico di coraggio e una buona dose di follia decide di non fugarli come faceva da tempo, ma di riviverli misurandosi con essi e cercando di analizzarli con freddezza. Sarà possibile? E se invece rimembrare la condurrà nuovamente in un vortice di sentimenti da cui era uscita con fatica? Qual è il confine fra un ricordo che non fa più male ed una ferita che sanguina ancora? E' giusto mettersi in gioco e frugare nel proprio dolore? E nella propria gioia? Quale migliore strumento allora della penna, per buttare giù tutto, vederlo lì , inchiodato ad un foglio, sputarlo fuori dall'anima e separsene, farlo vivere e morire fuori da se stessa. Lo scopo? Calcolare con distacco oppure cercare un senso o ancora una soluzione. Per sè o per entrambi? E che fine faranno queste lettere? Avrà il coraggio di inviarle a lui, di discorrerne e di ricevere una risposta oppure lascerà che s'impolverino in un cassetto come si trattasse solo di un diario? La scelta di fondo è quella dell'epistola e non del messaggio: le parole scorrono come fiumi e si diramano in infiniti affluenti sicchè si ha la percezione del tutto e del caos quali sono la vita e l'emozione, che non possono essere validamente comunicate e disastrosamente riassunte in 160 caratteri.