Il colore del destino

Il colore del destino

Massimo Naili

Il romanzo racconta una vicenda che si svolge in venti giorni. Un’intuizione, la lampadina di Archimede, da il là ad una serie di scoperte a cascata che accompagnano all’interno di un’organizzazione più reale di un’indagine. Niente Montalbano, Sherlock Holmes o Maigret nella mie esperienze, si divincola fra problemi organizzativi, limiti intellettuali e ostacoli burocratici. A partire dall’indagine su un attentato aereo e sui preparativi di un secondo – organizzato da una cellula di terroristi islamici – la storia si arricchisce di nuovi spunti d’indagine fino a svelare il complesso piano di una strage ideata per colpire a fondo il nostro paese e tutto il mondo occidentale. Tra indagini e inseguimenti, la polizia è impegnata su più fronti. Nella trama intervengono diverse procure e una moltitudine di personaggi, uniti e solidali per sventare la tragedia. Ho scritto un poliziesco perché è questo il mondo che conosco e di cui potrei interessare altri. Vi sono molti personaggi, vero, ma nessuno è più importante di altri, se non per la frequenza delle apparizioni. Lo dedico alla mia Famiglia senza il cui sostegno non avrei potuto, non dico scrivere un libro,ma neppure pensare di farlo. A mia Madre, il vero collante, il pilastro della mia Famiglia.