La mia collana di piombo

La mia collana di piombo

Veily Cross

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Non so nemmeno come iniziare. Il punto è che non tutto resta tale. Ogni cosa, e ripeto ogni cosa, è in continuo mutamento. Credo che nonostante ciò, tutto nella mia vita abbia avuto un senso, anche se sconosciuto ai miei sensi. Credo che ogni emozione sia servita a farmelo comprendere. Credo anche che, nel momento in cui quest'emozioni risultassero alquanto peccaminose, avevano un non so che di allettante. Non è facile. Il continuo divenire delle emozioni, a me tanto care, rende questo apprendimento altrettanto difficile. Sono forti loro, toste, persistenti. Il contrario di me. Non credo di essere un tipo che si fa notare. Per quanto possa essere un soggetto vanitoso e narcisista, non aspiro ad essere al centro del mondo. Credimi lettore, non lo vorresti neanche tu, in tal caso. Armiamoci del più grande potere. L'unico in grado di farti sopravvivere, l'unico che ti salva in ogni situazione tutto tranne che semplice. Ti starai chiedendo in cosa consiste, ma ti terrò ancora un po' sulle spine. Suppongo sia giunto il momento di alzarsi dal letto, tesoro. Sono già le 5:45 del mattino e sai benissimo che se non sposterai le tue pesanti chiappe dal materasso perderai il treno. Ogni mattina è la stessa litania. Sempre la solita catena di montaggio tra i miei neuroni. Più che una fabbrica sembra il raduno degli australopitechi superstiti e non evoluti che fanno la gara a chi riesce per primo a farmi decidere se lavare prima i denti o truccarmi. Credo che sia ovvio cosa dovrei fare prima, ma t'informo che una volta ho indossato il rossetto prima di lavare i denti. Mi sono sentita troppo stupida. Tra una grattata di ascelle e l'altra, riesco ad uscire di casa senza essermi fratturata nulla scendendo le scale, dato che la maggior parte delle volte lo faccio ad occhi chiusi. Stazione, Novembre, freddo. Freddo, pioggia, ritardo. Ritardo, giramento di palle, bestemmia. Credo che esista sul serio un Dio, un'entità, qualcosa e qualunque essa sia non le dispiacerà affatto essere presa in considerazione in tal modo. Probabilmente capirà il contesto. Probabilmente lo capisce ogni volta che mi accanisco su di lui, altrimenti avrebbe dovuto fulminarmi la prima volta. Senti, Dio, non ti dispiace se arrivati a questo punto mi fumo una sigaretta, vero? Ogni boccata è un assaggio del mio spirito. Ogni tiro mi rinnova, rilassa. Credo di avere un animo schifoso se lo paragono al fumo di una sigaretta.    Adoro viaggiare in treno, credo sia l'unico posto dove mi piace fare ciò che mi piace fare. Scusa il gioco di parole, ma suppongo che tu abbia recepito il concetto. A volte vorrei che il tragitto non finisse così presto (anche se 45 minuti non è poi così poco). Mi piace guardare fuori dal finestrino e fantasticare. Quando siamo ad una velocità moderata lo preferisco, mi consente di studiare con precisione il panorama. Ricordo che una volta decisi di contare le onde del mare. Sì, una specie di roba tipo contare i granelli di sabbia, ma una cosa è certa: i granelli prima o poi finiscono, le onde no. Fa tutto parte del mio mondo. Credo di trascorrere la maggior parte del mio tempo a svolgere questo compito così faticoso. Solitamente, questo fantasticare, è la soluzione. Eccolo, è lì. Pronto a farsi avanti, senza esitazione. Stai calmo, bello, nessuno ha chiesto il tuo parere. Stammi lontano, sei pesante. Non vuoi? Mi stai sfidando? Per quanto possano essere danneggiati e dall'aspetto tutt'altro che sano -data la quantità di sigarette-, i miei polmoni funzionano. Respira. Respira. Ancora. Inspira, espira. Non ci pensare. Pensa ad un coniglio. Gli alberi, il giardino, le carote ed un coniglio. Cerca il coniglio. Il coniglio scappa. Usa il tuo potere. Respira. Respira ancora. Aria.