La mia vera identità

La mia vera identità

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Era davvero una giornata terrificante, io e i miei genitori avevamo di nuovo litigato. Evidentemente rubare in un negozio di abbigliamento in centro, era vietato dalla legge. Secondo i poliziotti che mi avevano fermato, era un reato grave. Sapevo che se sarebbe successo un’altra volta, sarei sicuramente finita in riformatorio, e quello non era di certo un mio desiderio. Vedevo i miei genitori profondamente delusi dal comportamento di quel mio ultimo periodo, non mi vedevano più come loro figlia, ma come una sconosciuta capace di fare di tutto per essere notata dagli altri. E io sapevo di non essere così. Era la prima volta che desiderai di cambiare tutto di me, volevo far sparire tutta la malvagità che possedevo, così finalmente i miei genitori sarebbero stati contenti di me. Ero stanchissima e mi addormentai presto. La mattina quando mi svegliai, mi trovavo in una specie di mondo parallelo, ogni suono rimbombava. Davanti a me vidi una ragazza, dall’aspetto inquietante. Aveva la pelle bianchissima, le labbra rosse, era tutta vestita di nero. Una maglietta attillata nera con le borchie evidenziava i suoi tratti squadrati, i pantaloni attillati strappati erano abbinati a stivali alti con tacco. Gli occhi erano truccati pesantemente di nero, ed erano rossi come il sangue. Sembrava un diavolo. Avevo visto figure così solo nei film horror. Affianco a lei c’era un’altra ragazza, totalmente diversa. Era molto alta, bionda e con gli occhi di un azzurro ipnotizzante. Il suo vestito era color oro, e portava dei tacchi bianchi molto eleganti. Aveva gli occhi truccati leggermente di argento e sembrava un angelo, al contrario del mostro affianco a lei. Ero molto spaventata, anzi terrorizzata e chiesi loro chi erano e come mai mi trovavo in un simile posto. La ragazza vestita di nero mi rispose acidamente e mi disse che erano le mie personalità, quella buona e gentile e quella antipatica e malvagia. Realizzai che il desiderio che avevo espresso la sera prima, in qualche modo si era realizzato. Tornai sulla terra insieme alla creatura malvagia, mi guardai allo specchio e capii che la ragazza gentile era entrata nel mio corpo. Mi sentivo per qualche strana ragione più felice e serena, più leggera e più sicura di me. Chiesi alla me malvagia di restare con me e di non abbandonarmi mai, lei diventò invisibile e io realizzai il fatto che ero diventata buona ma che la mia parte cattiva non sarebbe mai scomparsa del tutto. Da quel giorno la mia vita andò meglio e riuscii a riallacciare i rapporti con i miei genitori, che finalmente furono orgogliosi di me e delle buone azioni che compii, non smisi mai di ringraziare la me buona, ma capii che era da sempre stata una parte di me.