Storie di donne ai bordi di periferia

Storie di donne ai bordi di periferia

laura marcucci

Romanzo o cronaca? E' l' interrogativo che può porsi il lettore di questo libro. L' impressione proviene dal fatto che gli episodi narrati sono collocati realisticamente "ai bordi di periferia", ma una periferia concreta, come quella sulla via Tuscolana a Roma, dove la vita è appena vivibile in un contesto edilizio e urbanistico veramente assurdo e non "a misura d' uomo". I fatti sono espressione di una realtà cruda, tragica, dove sono in gioco la vita umana, gli affetti, i sentimenti, in cui l' organizzazione sociale solo in parte riesce a intervenire e risolvere, lasciando però amarezza e delusione lì dove il dramma inesorabilmente prevale: ne è prova proprio l' episodio conclusivo del libro. Lo sfondo naturale in cui sono collocati gli episodi: le stagioni, la luce del mattino, il sole che riempie il giorno di calore, la sera, le tenebre della notte, le nubi che preannunciano la pioggia, ma anche nostalgiche e simpatiche rievocazione del passato sono incastonati all' interno della narrazione, formano un unico tessuto in cui tutti i fili risultano perfettamente intrecciati.